Ict Trade 2014, ritorno a Ferrara per disegnare un futuro sostenibile coinvolgendo anche i Cio

Pubblicato il: 06/03/2014
Autore: Barbara Torresani

Una formula rinnovata per l’evento nazionale con le terze parti di Ict e l’apertura a Cio e IT manager grazie alla collaborazione con FidaInform e i Club regionali dei Professionisti dell’Ict. Maurizio Cuzari, ad di Sirmi, illustra le novità.

La 13esima edizione di Ict Trade, dopo la special edition di Milano dell'anno scorso, torna i prossimi 13 e 14 maggio nella cornice consueta di Ferrara, e, pur in continuità con la  tradizione, introduce alcuni elementi di novità. 
Due in particolare quelli tangibili oggi: la ripartenza a Ferrara in una formula rinnovata e l’apertura a Cio e IT manager attraverso un progetto di aggregagazione tra Sirmi, FidaInform e i Club regionali dei Professionisti Ict che si declina in molteplici attività e che, in occasione di Ict Trade, darà luogo a un momento specifico denominato Ict Club.
cuzari.jpgNon si può sempre aspettare che le cose accadano, bisogna cercare di farle accadere – dice il patron della manifestazione Maurizio Cuzari, AD di Sirmi, durante la presentazione di Ict Trade 2014. Si tratta di progetti che in qualche modo si ibridiano. Da una parte un ripensamento sulla manifestazione concepita alle origini come momento ludico di incontro tra operatori del canale e manager dei vendor. E’ un modello che inizia a essere desueto. In primo luogo perché i vendor conoscono il canale e il canale non trae un particolare vantaggio dal fatto di  conoscere i vendor. Inoltre, perché il canale, che rimane vegeto – non necessariamente vivo –  è soggetto a una trasformazione profonda in cui le grandi aziende si consolidano sempre di più e le piccole aziende si frammentano ulteriormente. Da non dimenticare l’effetto del cloud computing che sta cominciando a essere interpretato in modo intelligente dal canale che ne percepisce il valore, a giudicare dal numero di managed service provider e cloud broker che continua a crescere così come quello dei  fiduciari delle piccolle e medie aziende".
Da qui la definizione di un Ict Trade di nuova generazione, che nel solco della tradizione, vuole costruire il futuro sostenibile. Un futuro che deve necessariamente prendere in considerazione le principali linee di tendenza del mercato, quali: big data & analiytics, cloud computing, mobility, social & collaboration... senza perdere di vista la dematerilizzazione, con l’obiettivo di trasferire ai partner istruzioni per l’uso, pratices su cosa sta succedendo presso i clienti per ritornare a essere riconosciuti ai loro occhi come operatori in grado di portare valore. E anche i vendor sono chiamati a uno sforzo diverso rispetto al passato: è uno sforzo di contenuti, non solo di marketing e di canale, di trasferimento di valore aggiunto nei confronti di imprenditori che a loro volta devono portare valore ai propri clienti. 

[tit:Ict Trade rinnovato e prima edizione di Ict Club]

Il format rinnovato di Ict Trade prevede un convegno di apertura più leggero e meno autoreferenziale il pomeriggio del 13 maggio per proseguire il 14 con una serie di convegni tematici pilotati da Sirmi (i workshop) secondo la sua consolidata agenda; il tutto in un “un ambiente tranquillo con meno rumori di fondo”.
In parallelo ai lavori di Ict Trade, il 14 maggio partirà la prima edizione di Ict Club; quindi due manifestazioni autonome ma fortemente correlate.
In ICT Club sono previsti 10 tavoli tematici (cloud computing infrastrutturale; cloud computing applicativo; business continuity; open software; analytics e big data; enterprise information management; marketing digitale; smart environment, internet of everithing, smart city; nuove figure professionali; da professionisti ICT a professionisti certificati) a inviti nominativi da parte di Sirmi intorno ai quali siedereanno rappresentanti della domanda -  responsabili dei sistemi informativi, Cio, IT manager -, uno sponsor del sistema di offerta (non necessariamente vendor di prodotti ma anche azienda di system integration), un keynote speaker, analista di Sirmi consulente o comunque un opinion leader con il compito di guidare, coordinare e gestire i lavori. Il tutto con l’obiettivo di produrre un contributo di inquadramento della tematica e definizione delle linee di tendenza da presentare nell’Assemblea di di FidaInform nel pomeriggio. “Ci immaginiamo che a questi tavoli di lavoro si possa dare un po’ più di  voce al sistema della domanda”, afferma Cuzari. Nell’ambito di Ict Club la mattina sono inoltre previsti anche intermezzi di 30 minuti – “Mezz’ora con” con spazio per l’interazione, condotti da key note speaker della domanda e dell’offerta.
E per dare concretezza e continuità a questo progetto è in cantiere il numero zero di una newsletter  mensile congiunta  FidaInform-Sirmi, in cui ci saranno interpretazioni di scenario rispetto ad alcune notizie e informazioni relative alla  vita dei Club; sarà distribuita non solo ai soci dei club ma a tutta la  community di Sirmi - utenti e terze parti. E post Ict Trade, a contorno del progetto, inoltre, è prevista l’organizzazione di convegni tematici sul territorio in prossimità dei Club regionali.
“Da una parte lobiettivo è di cercare di avvicinare il sistema della domanda con quello dell’offerta, generando un ecosistema per uno scambio sistematico di informazioni e contenuti, dall’altro far sì che anche nell’ambito del sistema della domanda ci sia una serie di occasioni di incontro, confronto e produzione di contributi percepito dall’ IT manager e dai responsabili dei sistemi informativi come di loro proprietà, per farli sentire attori del proprio futuro”, enfatizza Cuzari.

[tit:Un mondo in piena trasformazione]


Se Cuzari ha in parte abbandonato l’amarezza che l’anno scorso lo aveva costretto, suo malgrado, a trasferire Ict Trade a Milano per una Special Edition, gli elementi di riflessione comunque non mancano. Fermo restando che il livello di delega delle filiali italiane continua a rimanere molto modesto, la voglia di ripartire e comunque di ‘fare’  me l’hanno trasmessa alcuni manager illuminati che nella plenaria dell’edizione scorsa hanno fatto ragionamenti di ampio respiro e anche il fatto che siamo in una fase di importante e profondo cambiamento strutturale del nostro sistema che impone di muoversi. Il fatto che i managed services rappresentino una quota percentuale del 12% del totale dei servizi gestiti non può passare sotto silenzio, così come il fatto che non esiste più una startup che acquista prodotti da mettere in casa perché sa che è possibile accedere a potenze di calcolo e capacità di archiviazione abilitate dal cloud ... Sono elementi che mettono in discussione il modello IT tradizionale. Bisogna ragionare in modo intelligente a cosa succederà nel futuro, guardare a cosa sarà il nostro mondo fra 10 anni, per andare a ritroso e ricostruire le tappe da percorrere per essere vincenti o comunque attori protagonisti fra un decennio. Se non lo si fa il rischio è di rimanere ostaggi del sistema tradizionale.
E che la direzione sia quella giusta è testimoniato anche dal fatto che alcuni vendor stanno intraprendendo nuovi percorsi che traghettano verso un futuro sostenibile. “La catena del valore tradizionale si è modificata profondamente. Ibm ha sposato il cloud computing riconoscendo che il futuro è nei servizi gestiti; un passo che mette il vendor nella condizione di confrontarsi con il mercato delle medie e piccole imprese e non solo delle grandi e grandissime. E HP sta seguendo un modello analogo. Non da meno però colpisce non tanto il numero di star up italiane esistenti ma quello di start up orientate al mercato business e non soltanto consumer”. E prosegue: “In generale, il rinnovamento del sistema Italia non può passare solo da decreti legge, dall’Agenda Digitale e dal rinnovamento della PA; deve passare dal combinato di tutte queste cose. E se questo è vero, non si può stare alla finestra ad aspettare; bisogna agire, far sì che queste cose succedano. Non basta che i 1.000 big spender in Ict allochino budget per fare cose nuove; devono soprattutto raddoppiare i 1.500 euro annui di spesa media in Ict dei 4 milioni di micro-imprese e professionisti. Per questo Ict Trade e Ict Club sono concepiti all’insegna della concretezza, affinché succedano cose diverse dal passato”. ... Per la riuscita di una pièce teatrale servono un copione solido, una compagnia teatrale brava ed efficace e una location di successo. Nessuno di questi elementi deve mancare. “Con Ict Trade 2014 siamo sulla buona strada. La location di Ferrara è ragionevolmente piccola e intima per generare la voglia di socializzare, confrontarsi ma anche quella di andare apposta per quell’occasione speciale; il copione lo stiamo scrivendo nel mondo più attento possibile e la compagnia di giro sta prendendo forma in modo secondo noi corretto. Non è importante che gli ospiti siano così numerosi quanto lo è che siano qualificati, che significa desiderosi di voler far succedere le cose”, conclude Cuzari.

Categorie: Roadshow

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