10GbE, prestazioni e sicurezza per il business

Pubblicato il: 10/05/2017
Autore: Ernesto Sagramoso

Sono veramente interessanti le reti a 10 Gigabit? La risposta è sicuramente positiva, considerando la sempre crescente richiesta di banda e, perché no, la sensibile diminuzione dei prezzi dei dispositivi

Le reti locali, progettate inizialmente per condividere file e cartelle tra pochi personal computer, si sono evolute fino a diventare la spina dorsale di tutte le aziende. Questa trasformazione ha comportato importanti cambiamenti a livello software e hardware, cambiamenti richiesti dalla crescente mole di informazioni che devono transitare nei cavi.
Si è infatti passati dallo standard Ethernet a 10 Mbps per arrivare al 10GbE con un incremento di prestazioni di ben tre ordini di grandezza.

LO SCENARIO ATTUALE
Sono veramente interessanti le reti a 10 Gigabit? La risposta è sicuramente positiva, considerando la sempre crescente richiesta di banda e, perché no, la sensibile diminuzione dei prezzi dei dispositivi.
I sistemi Gigabit attuali, possono infatti diventare una limitazione con numerose applicazioni. Si pensi ad esempio alle soluzioni di disaster recovery, indispensabili in qualsiasi azienda anche di piccole dimensioni, che partono dal semplice backup su un Nas o sul cloud per arrivare alla presenza di un secondo server in mirroring che si attiva automaticamente quando si guasta il primo. Per non parlare dei data center basati su numerosi server virtualizzati che colloquiano con centinaia di client.
Un altro fattore a volte sottovalutato è la diffusione degli Access Point a standard 802.11ac, che garantiscono una velocità in wireless superiore al Gigabit, associati alle policy che incentivano il Byod (Bring Your Own Device) con il conseguente aumento dei client connessi. Stanno poi diffondendosi applicazioni che sfruttano voce e video su IP come quelle di videoconferenza che permettono ad esempio di far interagire team geograficamente lontani per accelerare il processo decisionale.
Questi programmi generano molti megabyte di dati in un brevissimo lasso di tempo con un significativo aumento del consumo della banda disponibile. Anche l’Internet delle cose (IoT), segmento tecnologico e di mercato in forte espansione, determina una crescita delle informazioni che circolano in rete.
architettura 10gigabit netgear.JPGSfruttando switch 10GbE per il core e modelli Gigabit per l’edge si ottiene un’infrastruttura estremamente efficiente e veloce
Secondo una ricerca condotta da Palmer Research, per conto di Netgear, l’incremento dei dati generati dalla IoT sta facendo raddoppiare ogni 18 mesi la banda necessaria per gestirli. Per questa ragione il 100% delle Pmi intervistate (550 piccole e medie imprese) sente la necessità di inserire nella propria rete sistemi a 10 Gigabit. Attualmente le Pmi che utilizzano tali dispositivi sono ancora poche ma per la fine del 2017 è previsto un raddoppio. Quattro intervistati su dieci hanno affermato che una delle ragioni principali che li spinge alla migrazione verso questo standard è la necessità di prevenire colli di bottiglia che influenzerebbero negativamente le performance dell’intera rete.
netgear1.JPGNetgear XS708Ev2 è l’entry level della serie Web Managed Plus
Inoltre, una Pmi su tre ha dichiarato di voler passare alle soluzioni di switching a 10 Gigabit per far fronte a una espansione dell’infrastruttura on-premise. Valutando la situazione attuale delle aziende si scopre come l’architettura Gigabit Ethernet sia uno standard consolidato a livello di desktop, grazie alla sufficiente ampiezza di banda per l’utilizzo delle tradizionali applicazioni di office automation. Collegare risorse condivise come i Nas o implementare una dorsale Gigabit inizia invece a creare dei colli di bottiglia che penalizzano l’intera infrastruttura. Per questa ragione stanno diffondendosi architetture ibride che sfruttano switch dotati di porte 10GbE come core della Lan e modelli Gigabit con interfacce di uplink a 10 Gigabit come edge.

LE SOLUZIONI 10GBE
Diversi vendor hanno in listino dispositivi 10GbE, ma il vendor che più ha creduto al nuovo standard è sicuramente Netgear. L’azienda offre switch sia per le Pmi, sia per le aziende più grandi a partire da modelli a 8 porte per i gruppi di lavoro per finire alle soluzioni full managed da 48 interfacce per il data center.
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La soluzione XTS716T da 16 porte a 10 Gigabit fa parte della famiglia Smart Managed di Netgear
Ricordiamo che tutti i prodotti Netgear hanno la medesima interfaccia di gestione, caratteristica importante per gli addetti IT che devono lavorare con modelli differenti. Le Pmi, i gruppi di lavoro e perfino gli utenti domestici con un budget contenuto ma che necessitano di una infrastruttura completamente a 10 Gigabit possono scegliere tra gli switch Netgear di seconda generazione ProSAFE Web Managed Plus, dotati di porte 10GBASE-T e di opzioni intelligenti grazie alle compatibilità Layer 2.
Il software di gestione basato sul browser semplifica poi le operazioni di setup. Offrono inoltre il supporto VLAN, QoS, snooping IGMP, port trunking/link aggregation, rate limiting e traffic monitoring. Gli utenti possono utilizzare anche i vecchi cavi in rame Cat 6.
Attualmente sono disponibili due modelli, (XS708Ev2), soluzione da 8 porte in rame (una commutabile 10GBASE-X) e l’XS716E da 16 porte 10GBASE-T (una commutabile su fibra). Anche gli Switch Smart Managed di Netgear sono giunti alla seconda generazione. Si tratta di dispositivi con funzionalità L2+/ Layer 3 Lite avanzate e supporto IPv6, studiati per connettere ad alta velocità i Nas e i server. Possono essere sfruttati come baricentro di una piccola Lan o come switch di aggregazione di una corporation. Questa famiglia è composta da soluzioni che partono dall’XS708T a 8 porte (6 in rame e 2 combinate) per arrivare all’XS748T con 44 interfacce in rame e 4 combinate.
Il top della gamma è rappresentato dagli switch Full Managed delle serie ProSAFE M4200 e M4300. Si tratta di switch dal design innovativo che garantiscono una connettività edge-to-core resiliente per reti unificate, cablate e wireless con stacking da 10G. La soluzione M4200-10MG-PoE+ ha otto porte full PoE+ con una velocità di 1G, 2,5G combinate con due uplink da 10G per l’implementazione senza blocchi di otto Access Point Wave 2 11ac anche di terze parti.
netgear3.JPGLa piattaforma Netgear ProSAFE M4300 Intelligent Edge è particolarmente indicata per le architetture edge-to-core
Molto interessante anche la possibilità di inserirlo in un rack standard da 19 pollici. Il ProSAFE M4300 Intelligent Edge è una piattaforma chassis virtuale da 1G e 10G, progettata per offrire alle PMI una scalabilità che parte da 24 porte Gigabit per arrivare a 48 interfacce 10GbE. Lo switch offre funzionalità L2/L3/L4 e supporto IPv4/IPv6 per le implementazioni Edge e Core, full PoE+ e una impareggiabile semplicità d’uso. I modelli da 10 Gigabit possono essere posizionati in stack con quelli da 1 Gigabit per offrire tipologie di stacking Leaf-Spine per le velocità di linea.
Le architetture con chassis virtuale e inoltro senza interruzioni (Nsf ) offrono High Availability (HA) con hitless failover nello stack.

CONCLUSIONI
Le soluzioni 10GbE saranno sempre più importanti anche per le piccole e medie imprese, in virtù delle prestazioni offerte e del prezzo contenuto. Scegliendo poi Netgear si ha la sicurezza di avere prodotti tecnologicamente all’avanguardia e di creare un’infrastruttura facile da gestire grazie anche alla medesima interfaccia di management.

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